Cie: da 18 mesi a 30 giorni per l'espulsione dall'Italia

Cie: da 18 mesi a 30 giorni per l'espulsione dall'Italia

Uno dei maggiori problemi che si hanno nei CIE (Centri di identificazione ed espulsione) é quello della lunga permanenze e dei tempi quasi biblici per poter identificare - e nel caso espellere - l'immigrato clandestino che é arrivato in Italia.
Ecco allora una semplice soluzione che arriva dal viceministro dell’Interno con delega alla pubblica sicurezza, Filippo Bubbico "Quello che è in fase di definizione;  è un procedimento che ci consenta di accelerare i tempi, perché la situazione dei Cie non è più sopportabile. Da una parte c’è la questione dei richiedenti asilo, che devono permanere nel paese dove l’affido viene riconosciuto d’urgenza, con il superamento dell’accordo di Dublino".
La notizia della rivolta scoppiata l'altro giorno al Cie di Ponte Galera, come altre rivolte scoppiate in questi anni in altri Cie in Italia, si deve in larga parte proprio a questi enormi tempi di attesa.

La rivolta capeggiata da un terrorista:

La rivolta dell'altro ieri, quando alcuni ospiti del Cie di Ponte Galera si sono cuciti la bocca in segno di protesta era capeggiata da un terrorista, un tunisino; un Imam che aveva da poco scontato 2 anni di carcere proprio in Italia.
Un'altro grave problema é che una volta che si è identificata la persona da espellere, se l'identificazione viene fatta dopo qualche mese dalla permanenza dello stesso in un Cie, il soggetto viene fatto uscire dal centro, con un foglio di via dall'Italia, che però scade dopo 18 mesi dal giorno in cui é entrato nel Cie stesso, per questo molti clandestini escono da questi centri e possono andare in giro per l'Italia indisturbati, nonostante il decreto di espulsione.

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