Sindaco M5S come Mengele: esperimenti coi bambini?

In pratica é questa l'accusa caduta sulla testa del sindaco di Pomezia , il cittadino Fabio Fucci.
I bambini ricchi potranno mangiare i dolcetti, mentre i bambini poveri NO.
E' questo che il tam-tam dell'informazione nazionale da stamattina batte e ribatte, un'affermazione arrivata prima da SEL, poi cavalcata da PD e quindi da tutti i giornali storicamente Anti-M5s.
Ma cosa é accaduto veramente?
Possibile che un giovane sindaco del Movimento 5 Stelle sia spietato coi bambini come il famigerato Joseph Mengele, l'angelo della morte che faceva dei terribili esperimenti medici con i bambini ad Auschwitz?
Ormai i toni della campagna elettorale non hanno più limiti, e se un sindaco vuol far risparmiare 40 centesimi per il dolce alle famiglie meno fortunate economicamente, questo episodio ( di un mese fa) , migliorabile o meno,  viene preso al balzo dai partiti anti-M5S che fanno sembrare il giovane Fucci un vero e proprio mostro senza cuore.
Ma vediamo cosa replica lo stesso sindaco di Pomezia:
Attualità? I solerti senatori del PD scoprono OGGI un provvedimento che abbiamo deliberato in consiglio comunale il 27 dicembre 2013. Si, avete letto bene, il 27 dicembre 2013. Tramite la delibera n. 77 del 2013, in consiglio comunale abbiamo inteso dettare le linee di “indirizzo per la gestione del servizio di ristorazione scolastica”.

Tra questi indirizzi era contenuto:
“erogare due diverse tipologie di menù ove, sempre nel rispetto per entrambe delle Linee di Indirizzo Nazionale per la Ristorazione Scolastica, una delle due preveda una riduzione delle portate e, conseguentemente, si abbiano due diverse fasce di prezzo; nell’importo definito a base d’asta per singolo pasto il prezzo più alto dei due dovrà dovrà essere inferiore a quello oggi riconosciuto alla Ditta attualmente affidataria del servizio, mentre il più basso sarà obbligatoriamente del 10% in meno dell’altro”

CIRCA UN MESE FA, gli indirizzi del Consiglio Comunale si sono concretizzati in un capitolato d’appalto e sono sfociati in un bando di gara per affidare il servizio di refezione scolastica a nuovi soggetti a partire già dal prossimo anno scolastico.

L’idea del menù differenziato l’abbiamo ricevuta da alcuni rappresentanti di genitori che abbiamo incontrato ripetutamente nel corso dell’estate 2013. L’idea originaria parlava di menù con quantità differenziate di cibo. Ovviamente non poteva essere ricevuta integralmente ma, recependone lo spirito, abbiamo pensato di mitigarla per rispondere da una parte all’esigenza di erogare un menu “leggero” anche anche nel prezzo, dall’altra che non creasse discriminazione nei confronti dei bambini.

Da qui l’idea del dolce a merenda. A mensa, tutti i bambini mangeranno le stesse portate, nelle stesse quantità, anche quelli che usufruiscono del menu, per così dire, ridotto. E’ salvaguardato il fine educativo del pasto, è salvaguardata l’uguaglianza di ciascun bambino nel consumare il pasto a mensa.
Il dolce presente nel solo menu completo, potrà essere distribuito a merenda e viene garantita la possibilità di portarlo da casa a coloro che usufruiscono del menu “ridotto”, cosa che peraltro già oggi avviene frequentemente.

Il nuovo servizio di refezione scolastica consente quindi alle famiglie di scegliere. Scegliere liberamente tra due tipologie di menu con prezzi differenti. La libertà di scegliere non è discriminazione.

Cosa è la campagna elettorale del PD? E’ accorgersi di un provvedimento dopo mesi dalla sua approvazione e dopo un mese dalla sua pubblicazione.
Se non è “tempismo a scopo elettorale” questo, voi come lo definireste?

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