La situazione del telelavoro in Italia e in Europa

Da tempo si parla di telelavoro e di come possa essere di aiuto a dare slancio all’economia. La diffusione della banda larga, delle connessioni wireless e di software per la comunicazione avrebbero dovuto dare un impulso notevole alla diffusione del telelavoro, ma a quanto pare in Europa ed in particolare in Italia non è così.

I motivi possono essere diversi, innanzitutto occorre che l’economia stessa di un paese debba basarsi anche sui servizi e soprattutto sull’informazione. 
I paesi che hanno un’economia basata sui servizi sono quelli che sono riusciti maggiormente a sviluppare il telelavoro.

In Italia a quanto pare è rimasto soprattutto il sogno del telelavoro, alcune persone pensano di guadagnare da casa grazie a piccoli lavoretti come i sondaggi remunerati o il paid to write, ma questi metodi sono ben lontani dal telelavoro vero.

Gli Stati Uniti sono quelli che maggiormente hanno visto il lavoro da casa diventare sempre più importante, secondo il loro Dipartimento dei Servizi di Trasporto infatti circa il 30% dei lavoratori almeno in parte lavorano comodamente da casa. 

La situazione del telelavoro in Italia e in Europa
Le stime sono del 2006, quindi è probabile che al momento siano molti di più. Una cifra quindi decisamente importante.
Probabilmente negli Stati Uniti hanno capito l’importanza del lavoro da casa, un’azienda che assume persone in grado di telelavorare permette all’azienda stessa di risparmiare notevolmente, uffici più piccoli, spese minori per la gestione degli uffici, inoltre chi lavora da casa pare che lavori meglio. A questo va aggiunto anche l’impatto ambientale, con meno traffico e meno spostamenti, insomma il telelavoro può portare solo giovamenti.

In Europa il paese che più di tutti ha spinto per la diffusione del telelavoro pare sia L’Inghilterra, solo però nel 2002 c’è stato un vero accordo europeo che hai istituito il telelavoro. 
In Italia è giunto ufficialmente nel 2004 con l’Accordo interconfederale dove hanno partecipato tantissime istituzioni come ad esempio i principali sindacati Confindustria, Confartigianato e moltissimi altri. 
Il 2012, 2014 e il 2015 sono stati comunque altri anni importanti per l’Italia con nuovi accordi per favorire il lavoro da casa, da ultimo proprio quello del 2015 contenuto Jobs Act del governo Renzi dove si cerca di favorire il lavoro da casa per poter favorire le condizioni familiari.

Insomma nonostante gli enormi benefici la diffusione del telelavoro sembra ancora stentare e questo è comunque strano. 
Sicuramente in Italia e in Europa siamo decisamente in ritardo rispetto a paesi come gli Stati Uniti, la speranza è che i prossimi anni siano decisivi per dare un impulso al telelavoro.

Commenti